Un DDL per potenziare gli istituti di democrazia diretta

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Cosa è l’istituto di iniziativa popolare

Fin dal 1946, oltre ai parlamentari e al Governo, lo Statuto della Regione Siciliana riconosce, all’articolo 12, il potere di iniziativa legislativa in capo al popolo, che lo esercita mediante presentazione, da parte di almeno diecimila cittadini iscritti nelle liste elettorali dei comuni della Regione, di un progetto redatto in articoli.
Seppur l’istituto di iniziativa popolare sia un importante strumento di partecipazione, dal momento che permette ai cittadini di intervenire direttamente nel processo legislativo e politico della regione, il suo reale impatto nella vita democratica è stato marginale.
Le proposte presentate dai cittadini nella maggior parte dei casi sono rimaste inevase, in quanto il Parlamento non ha mai completato l’iter di approvazione delle stesse. 
Negli ultimi 10 anni nessuno dei testi di legge frutto dell’iniziativa del popolo che sono approdati in Parlamento ha mai completato l’iter di approvazione.
Pertanto, l’istituto, malgrado il suo potenziale, ispira scarsissima motivazione fra i cittadini, ed è applicato raramente; non vi è dubbio, in definitiva, che la scarsa incidenza dello strumento di democrazia diretta abbia influito negativamente sul rapporto fra i cittadini e le istituzioni, finendo per essere complice del progressivo allontanamento degli stessi da quest’ultima e della distorsione del significato che i nostri padri costituenti avevano voluto intendere con gli articoli contenuti nello Statuto della Regione Siciliana.

La situazione attuale

Oggi le più moderne democrazie si sono dotate o si stanno dotando dei migliori strumenti di democrazia partecipata, al fine di superare lo scollamento con il popolo e migliorare la partecipazione attraverso l’utilizzo di quella intelligenza collettiva che il popolo stesso può rappresentare.
Alla luce di questi avvenimenti, pertanto, appare improcrastinabile una riforma che rilanci e renda concreta la partecipazione dei cittadini.
|Attualmente la Legge Regionale pone esclusivamente un limite temporale, prevedendo che “trascorsi sei mesi dalla assegnazione della proposta è iscritta al primo punto dell’ordine del giorno della prima seduta dell’Assemblea Regionale”.
Questo però non comporta un obbligo, per il Parlamento, alla discussione della proposta di legge, lasciando così inevase le legittime aspettative dei proponenti e di tutti coloro che hanno sostenuto, apponendo la loro firma, la proposta di legge.

Cosa cambierà?

Abbiamo presentato un Disegno di Legge che ha lo scopo di potenziare gli istituti di democrazia diretta attraverso il rafforzamento dell’istituto di iniziativa popolare legislativa e dall’introduzione del referendum propositivo.
Abbiamo dunque chiesto che dopo la deliberazione  di ammissibilità o trascorsi 30 giorni dalla presentazione della proposta il presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana dovrà assegnare la stessa alla commissione parlamentare di competenza.
Trascorsi 180 giorni senza che si sia concluso l’iter legislativo, la proposta viene sottoposta a referendum propositivo.