Fondo Raffo: strutture pronte ma chiuse

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Uno dei mali del nostro paese e, nel caso specifico, della nostra isola, è la realizzazione di edifici che poi rimangono puntualmente inutilizzati.
A tal proposito, una delle storie note la ritroviamo a Palermo, precisamente a Fondo Raffo, dove insistono due strutture di pertinenza dell’Istituto dei Ciechi Florio e Salamone (sotto il controllo dell’Assessorato all’Istruzione) e dell’Ipab Principe di Palagonia e Conte Ventimiglia (sotto la vigilanza e controllo del Dipartimento alla Famiglia e alle Politiche sociali).

Le strutture in questione dovevano rispettivamente ospitare soggetti affetti da cecità e altri handicap sensoriali e prevedere l’apertura di un centro per anziani all’avanguardia, considerata la presenza di una piscina per la rieducazione post trauma, spazi all’aperto e la capacità di prevedere settantacinque posti letto.

Entrando più nel dettaglio, per quanto riguarda l’immobile dell’Istituto dei Ciechi, attraverso la richiesta di accreditamento presso l’Asp di Palermo, erano previsti le seguenti prestazioni : n. 85 prestazioni ambulatoriali, n. 20 prestazioni in regime semipresidenziale, n. 10 prestazioni in regime residenziale.
Mentre, successivamente, con il CNR, si era anche valutata la possibilità di realizzare un centro per la diagnosi e il trattamento precoce dell’autismo, attraverso le Home Lab e l’ausilio di nuove tecnologie.

Ogni buon proposito si è rivelato un nulla di fatto.

Perché lasciare inutilizzate delle strutture così importanti, che potrebbero erogare servizi utili alla comunità? Perché esporle al rischio di degrado?
Per queste ragioni abbiamo depositato un’interrogazione  per chiedere agli Assessorati di competenza di porre in essere le azioni necessarie ai fini dell’utilizzo delle strutture anche attraverso il riavvio delle interlocuzioni con l’Asp di Palermo e il CNR.