Istituzione dello Psicologo di base

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Con l’espressione “salute mentale”, secondo la definizione data dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), si fa riferimento ad uno “stato di benessere emotivo e psicologico nel quale l’individuo è in grado di sfruttare le sue capacità cognitive o emozionali, esercitare la propria funzione all’interno della società, rispondere alle esigenze quotidiane della vita di ogni giorno, stabilire relazioni soddisfacenti e mature con gli altri”.
L’attuale contesto economico-sociale rappresenta un detonatore dell’incremento di fenomeni di disagio psicologico individuale e sociale (depressione, suicidio, violenza domestica e dei casi di femminicidio/omicidio/suicidio, devianze giovanili con particolare riferimento al gioco d’azzardo patologico, al bullismo, all’abuso di alcool e sostanze stupefacenti). La domanda di salute mentale necessita, sempre più chiaramente, il coinvolgimento di professionisti afferenti alle Scienze Psicologiche – psicologi e psicoterapeuti – che lavorino sul territorio, in collaborazione con la rete dei Medici di Medicina Generale e i Pediatri di Libera Scelta.

È nella prospettiva di un approccio “bio-psico-sociale” alla persona del paziente, così come raccomandato dall’OMS, che si innesta la presente proposta di legge, finalizzata ad istituire la figura professionale dello Psicologo di base, in ausilio all’attività svolta dai medici di base e dai pediatri di libera scelta nella cura primaria dei cittadini.
La presenza dello Psicologo di base contribuisce a produrre benessere nella cittadinanza oltre che a ridurre la spesa farmacologica e per accertamenti diagnostici, indotta da richieste mediche improprie ed incoerenti, in caso di sintomi “da conversione” o psicosomatici e psicologici manifestati dal paziente. Pertanto, sul piano regionale, garantire la salute psicologica ed istituire la figura dello psicologo di base, vorrebbe dire migliorare lo stato di salute della cittadinanza e contenere la spesa pubblica.

Nello specifico, tra le tante cose, abbiamo chiesto:

  • la presenza di uno Psicologo di base ogni cinquemila abitanti.
  • che lo Psicologo di base operi in collaborazione con la medicina convenzionata attraverso compiti di cura primaria.
  • Che in caso di richiesta di assistenza psicologica avanzata al medico di base o al medico di fiducia del paziente o al pediatra di libera scelta, questi è tenuto a indirizzare il paziente allo Psicologo di base territorialmente competente sulla base di un rapporto convenzionale con il Servizio Sanitario Regionale.

I requisiti dello Psicologo di Base

La Regione Sicilia istituisce l’elenco degli Psicologi di base su base territoriale così da agevolare il rapporto con il contesto di riferimento.
Possono essere iscritti nell’elenco i professionisti in possesso dei seguenti requisiti:

  1. iscrizione all’ordine degli Psicologi ai sensi dell’art. 2 della L. 18 febbraio 1989, n. 56 da almeno cinque anni;
  2. comprovata esperienza professionale con certificazione dei titoli post-lauream posseduti;
  3. assenza di rapporti di lavoro dipendente con le strutture del Servizio Sanitario Nazionale e Regionale;
  4. specifiche competenze e titoli definiti dalla Giunta regionale con proprio provvedimento entro centottanta giorni dall’approvazione della presente legge.

Cosa cambia?

Riteniamo, come già detto, che l’istituzione della figura dello Psicologo di Base abbia ricadute positive sul territorio sotto il profilo sanitario, sociale ed economico.
In primis garantendo un rapporto più armonico tra medico di base, psicologo di base e paziente che riesce così a fruire servizi più utili ed efficaci alla propria persona con ovvie ricadute sul tessuto sociale in termini di controllo dei fenomeni di disagio psicologico individuale.
Sotto il profilo economico si assisterebbe ad un abbassamento della spesa sanitaria ed un successivo contenimento della spesa pubblica.